Una scatola di pennarelli
La mia filosofia si fonda sull’idea che tutto nella vita sia uno spettro di colori: non esiste solo il bianco o il nero, ma un mondo ricco di sfumature nel mezzo. Tutto è soggetto a cambiamento ed evoluzione: persino una pietra, con il tempo, si erode. Accettare questi due concetti è, per me, il primo passo verso il quieto vivere.
È normale attraversare fasi positive e negative; non si può pretendere che tutto sia sempre rose e fiori. Questo sarebbe un ideale irraggiungibile, lontano dalla realtà della vita.
Non tutti i “pennarelli” ti devono piacere, ma se trovi un modo di accettarli o di lasciar andare vivrai meglio. Sprecherai meno energie e le potrai usare invece per cose a te più utili o alle quali dai un grande valore. Questo non vuol dire che non si combatte per ciò che si ritiene giusto o per fare del mondo un posto migliore, è proprio il contrario: si combatte, ma con consapevolezza!
Abracadabra o la responsabilità delle scelte
Questa formula magica in realtà significa “I create as I speak”, ovvero: le parole che usiamo creano la nostra realtà. Motivo per cui ho smesso di insultarmi per ogni piccola cazzata, perché ho capito che ogni parola contribuisce a costruire la narrazione interna con cui vivo.
Inoltre, credo profondamente nella responsabilità personale. Ognuno ha il potere di scegliere come affrontare le proprie giornate. Certo, ci sono eventi fuori dal nostro controllo, ma possiamo scegliere come reagiamo: il nostro atteggiamento ma anche il nostro linguaggio interiore.
Ti faccio un esempio banale: non è la pioggia a rendere una giornata di merda ma è il significato che le attribuiamo. La pioggia è neutra, siamo noi a darle un senso, e spesso cerchiamo (inconsapevolmente) conferme che rafforzino la nostra idea. Possiamo scegliere di viverla in modo diverso, e così cambiare il mood della giornata.
E sì, a volte un bel vaffanculo è terapeutico, purché poi si lasci andare e si prosegua con intento. Se non vai tu oltre, nessuno lo farà al posto tuo.
Mindful living
Ho una visione olistica del mondo in cui vedo che tutto è connesso, assolutamente tutto, e questo mi permette di portare un’attenzione consapevole alle mie azioni, le mie parole e le mie scelte. Prendere il tempo di ascoltare le mie emozioni mi aiuta ad avere la lucidità di passare all’azione con un obiettivo chiaro e ragionato in testa.
Anche se alcuni giorni la rabbia e la tristezza per ciò che succede dentro o fuori di me prendono il sopravvento, lo accetto, lascio scorrere le emozioni, dando loro spazio. Qualche ora o il giorno dopo, c’è una buona chance che mi senta in grado di capire cosa posso fare nel mio piccolo e ok, forse non cambierà le sorti del mondo (o forse sì?), ma sicuramente cambierà per me, per la gente accanto a me, e forse per un effetto di osmosi, cambierà anche per un numero più grande di persone. E questo per me è una vittoria. E forse non potrò farci niente, e in questo caso riuscire ad accettarlo, anche se mi fa male, sarà ugualmente una vittoria.
Alla fine la domanda più mindful che ci possiamo fare è: “Cosa posso fare oggi per ritrovare il mio centro?”.
L’insostenibile incoerenza dello yin e dello yang
Vivo in armonia con i miei opposti. Sono femminile e maschile, ordine e caos, spiritualità e sarcasmo, meditazione e metal. L’incoerenza non è un difetto da correggere, ma una parte d’ombra con la quale imparare a far pace. Come nello yin e nello yang, dentro il bianco c’è un punto di nero, e dentro il nero, un punto di bianco: ogni parte contiene il seme del suo contrario e insieme convivono in armonia.
Alla fine penso di essere un’anima ribelle ma gentile. Sono sempre stata anticonformista, anche da pre-adolescente. Già allora rifiutavo gli stereotipi di genere e mi vestivo come mi sentivo: niente gonne ma pantaloni larghi e sneakers. Sono stata presa in giro e giudicata, ma non ha funzionato, nel senso, non ho ceduto ad avere uno stile diverso. Con il tempo ho capito che quella coerenza che gli altri cercano per incasellarti, non mi riguarda, è una loro necessità, non è mia.
Mi sento uno spirito libero e la mia libertà si traduce nel scegliere ogni giorno chi voglio essere, senza etichette ma con autenticità.
Il cambiamento come compagno di viaggio
Cambiare idea non è un problema: è una risorsa. Penso che ogni volta che cambi, sia un modo per tornare a te stessa/o. La mia vita si può riassumere in un susseguirsi di trasformazioni, e le ho abbracciate tutte.
Ho cambiato paesi, case, aziende, carriera, abitudini, opinioni, taglio e tinta di capelli, e molto altro. Ogni cambiamento piccolo o grande è stato un modo per tornare più vicina a chi sono davvero.
Ancora oggi abbraccio e cerco attivamente il cambiamento di idee, di prospettiva, di strada, ecc. Non me ne frega proprio niente di risultare coerente o di sembrare sempre la stessa persona agli occhi degli altri. A me interessa sentirmi viva e allineata con ciò che sento dentro.
Cosa ritengo importante nella vita:
- Accogliere il cambiamento
- La voglia di imparare cose nuove
- La necessità di isolarsi ogni tanto
- La libertà di pensiero e di espressione
- Le emozioni positive, autentiche, non forzate
- Il rispetto per il pianeta e tutte le sue creature
- La gentilezza, verso me stessa e verso gli altri
- Conoscere i propri valori e sapere che si evolveranno
- L’ascolto profondo, quello che permette di comprendere
- Non smettere di farsi delle domande (la filosofia è nata così…)
10 cose su di me
- Coffee addict
- Parlo quattro lingue
- Dico un sacco di parolacce
- Ascolto musica metal e anni ’90
- Sono spirituale e pragmatica allo stesso tempo
- Impazzisco per i gatti e gli articoli di cancelleria
- Mi piace alternare letture di saggi filosofici e gialli
- Sono vegetariana, adoro cucinare e sperimentare con le spezie
- Conosco a memoria ogni episodio di Friends, Sex & the City e The Office
- Credo nella parità tra uomini e donne e nei diritti fondamentali per tutti gli esseri viventi

Il mio messaggio finale
Eraclito diceva: “L’unica costante è il cambiamento” e aveva ragione. Quando cerchiamo di controllare la natura o l’ordine delle cose, finiamo per soffrire inutilmente. L’unica cosa che possiamo controllare, o meglio, scegliere è come rispondiamo, come agiamo e come evolviamo.
Non piacerà a tutti? Pazienza! Mi viene in mente questa frase di Ricky Gervais: “Quanto arrogante devi essere per pensare che meriti di vivere la tua vita senza che nessuno ti dica mai qualcosa con cui non sei d’accordo o che non ti piace?”.
Tutto cambia, anche tu e anch’io. L’impermanenza è l’unica cosa certa, e in questa danza di trasformazioni, il mio invito è: scegli consapevolmente. Scegli chi vuoi essere oggi e ritrova il tuo centro, solo così potrai costruire una vita e una carriera che siano il tuo riflesso.

