smiley face

Pensa positivo! Ma non troppo…

Il mondo dell’autostima e della ricerca della felicità ha visto un aumento dell’attenzione negli ultimi anni. Sempre più persone sono alla ricerca di modi per migliorare la propria vita emotiva e mentale, in un contesto mondiale che ci lascia sempre più perplessi, se non spaventati. Attenzione però, la trappola è dietro l’angolo. Non esistono soluzioni miracolose per dimenticare o evitare le emozioni negative e vivere in uno stato costante di felicità. Siamo esseri umani fatti di contrasti e complementarità e queste nostre caratteristiche vanno rispettate. 

La vita non è sempre rose e fiori, è inutile far finta del contrario. Certo, vedere gli aspetti positivi e non solo quelli negativi è ciò che ci fa rimanere sani, ma come in tutto, è importante mantenere un equilibrio e non eccedere da un lato o dall’altro. 

In questo articolo guardiamo più da vicino il pensiero positivo, la motivazione e le emozioni positive. Si sente parlare spesso di alcune loro caratteristiche, ma non sempre vengono capite o usate nel modo migliore.

1. Il pensiero positivo: amico o nemico?

Cos’è

Il pensiero positivo è un approccio che promuove la focalizzazione su pensieri e atteggiamenti ottimisti. Spesso viene accompagnato da affermazioni positive, come ad esempio un semplice “pensa positivo” o “visualizza il tuo successo” che a loro volta hanno lo scopo di tenere lontani il più possibile i pensieri negativi.

Benefici

Visualizzare i propri progetti realizzati o pensare che andrà tutto a buon fine ci fa sentire fiduciosi e questa dose di ottimismo ci può aiutare ad affrontare determinati ostacoli.

Personalmente, quando faccio arrampicata oppure un percorso di trekking tosto, mi capita di dirmi “dai che ce la puoi fare, dai che sei capace, su!“. Soprattutto dirlo ad alta voce mi dà quella spinta di positività, ma anche di fiducia, che mi rincuora e mi aiuta a fare il passo successivo. Ovviamente il pensiero positivo non fa sparire magicamente i dolori muscolari o la stanchezza, però, in quel preciso momento, mi aiuta a guardare avanti e non arrendermi. 

Limiti

È umano volere che le cose vadano bene o semplicemente darsi del coraggio per trovare un po’ di serenità nel mondo caotico che ci circonda, ma nascondersi troppo dietro questo pensiero ci mette di fronte a delusioni che potremmo evitare. Alcune cose le possiamo decidere o controllare, altre no, non siamo al di sopra delle leggi della natura, come spesso pensiamo. 

  • Finzione: volendo essere sempre positivi, fingiamo di essere in uno stato che non rispecchia la nostra natura umana. È ancora più difficile oggi perché viviamo in una società che finge di continuo, basta guardare i social media per rendersene conto. Vedrai spesso storie di successi, ma i fallimenti? Anche da essi c’è molto da imparare. 
  • Mancata progettazione: perché un progetto si realizzi, è necessario tenere in considerazione i possibili impedimenti, per capire come gestirli in caso si dovessero presentare. È un pezzo fondamentale del piano, te lo confermerà qualsiasi project manager o coach.
  • Inganno: è stato dimostrato da varie ricerche – come quelle di ​​Gabriele Oettingen, ricercatrice in psicologia – che il pensiero positivo può ingannare il nostro cervello facendoci credere di aver già raggiunto i nostri obiettivi. Ci rilassiamo, ci deliziamo nel nostro “successo” e perdiamo la spinta ad andare avanti. È come ricevere la medaglia prima ancora di iniziare la gara: perché dovremmo preoccuparci di correre del tutto?
  • Passività: pensare non è agire, le cose cambiano perché agisci. Non basta solo pensare che andrà tutto bene, se vuoi che qualcosa succeda, devi metterti nelle condizioni di agire concretamente e capire cosa è sotto il tuo controllo, cosa è nella tua sfera di influenza e cosa no, e fare un primo passo, anche se piccolo. 
  • Delusioni: farsi molte aspettative, visualizzare solo risultati positivi o idealizzare il futuro, ci fa sognare, e i sogni ci danno speranza, questo è vero. Però, una mancanza di realismo di fronte alle sfide può aumentare la sensazione di malessere quando/se ci si presenteranno. 
  • Eccesso: la Toxic positivity, come spiega lo psicologo Konstantin Lukin, è un’ossessione eccessiva e un crescente fenomeno sociale che promuove l’idea che il pensiero positivo sia l‘unico approccio corretto e sano per affrontare la vita. Si ignorano o si sopprimono emozioni negative legittime. Un atteggiamento dannoso, poiché le emozioni negative hanno uno scopo e devono essere affrontate in modo sano altrimenti si rischia che tornino indietro come un boomerang. 

Uso consapevole 

Per farne un uso consapevole, il pensiero positivo dovrebbe essere equilibrato da una maggior attenzione alle emozioni negative e ai possibili ostacoli, così facendo rispecchia una visione più realistica delle condizioni umane. 

Riconoscere e affrontare le emozioni negative è essenziale per garantire equilibrio alla propria salute mentale. Visualizzare gli ostacoli non li fa diventare veri, ma dal momento in cui sei preparata/o, sei in grado di affrontarli quando o se arrivano, o almeno non rimani delusa/o perché ti eri immaginato che tutto sarebbe stato perfetto. 

Attenzione, non è tutto buio e senza speranza! Una dose di sano ottimismo ci vuole. Nel suo libro “Pensieri lenti e veloci”, lo psicologo Daniel Kahneman discute di come le persone spesso siano ottimiste riguardo al proprio futuro, sottolineando come questa prospettiva ottimistica possa essere utile per il benessere emotivo. Tuttavia, mette anche in guardia contro l’eccessivo ottimismo quando si tratta di fare previsioni razionali o prendere decisioni informate. Sottolinea che la tendenza all’ottimismo e la sovrastima delle proprie capacità possono portare a decisioni irrazionali e a una valutazione inaccurata dei rischi. In breve, mentre Kahneman riconosce il valore del pensiero positivo per il benessere emotivo, avverte che è importante bilanciare tale ottimismo con una valutazione realistica delle situazioni quando si tratta di prendere decisioni importanti.

2. La motivazione: non è come pensi

Cos’è

La motivazione è un concetto complesso che agisce da motore per spingerci ad agire, fissare e perseguire i nostri obiettivi. Senza motivazione, non compiremmo alcuna azione, ma anche la motivazione può avere i suoi limiti. Qui non tratterò della motivazione che ci porta a soddisfare i nostri bisogni fisiologici di base (come cibo, sonno, riparo), ma di quella che ci spinge a seguire i nostri bisogni di autorealizzazione (o crescita personale) e che passa attraverso il porsi un obiettivo o ingranare con una nuova abitudine

Benefici

La motivazione è fondamentale per il benessere e lo sviluppo di noi esseri umani. Essere motivati può migliorare le prestazioni in molte aree della vita, come il lavoro, lo studio, lo sport e le relazioni. Può aumentare l’impegno e la persistenza, elementi chiave per ottenere risultati positivi. Inoltre, la motivazione può spingerci a cercare nuove esperienze, acquisire nuove competenze e affrontare diverse sfide, contribuendo così alla crescita personale e allo sviluppo individuale nel corso del tempo.

Limiti

  • Attesa: quando aspettiamo che arrivi la motivazione per cominciare a fare qualcosa, corriamo il rischio di aspettare molto, a meno che non ci sia un trigger forte (spesso esterno a noi) che non ci muova decisamente: ad esempio, vuoi imparare l’inglese, ma inizi a studiarlo seriamente solo quando vieni promossa/o ad un lavoro che richiede l’uso della lingua. Aspettare che arrivi la motivazione può essere una trappola, perché spesso questa arriva dopo aver avviato un nuovo comportamento, non prima. C’è anche un’idea diffusa che la motivazione arrivi dopo aver visto passivamente un video motivazionale o aver letto un libro ispiratore, e può capitare. Tuttavia, l’ispirazione attiva può essere un motivatore molto più potente. La motivazione è spesso il risultato di un’azione, non la sua causa. Iniziare ad agire, anche facendo una cosa molto piccola, è una forma di ispirazione attiva che produce naturalmente uno slancio e rilascia dopamina, il neurotrasmettitore che attiva la sensazione di ricompensa
  • Abitudini: James Clear, coach e autore di “Atomic Habits”, sostiene che la motivazione sia sopravvalutata e che la chiave per il successo sia la costruzione di abitudini. La motivazione può scemare, mentre le abitudini possono durare nel tempo, un tema già reso noto nel libro del giornalista Charles Duhigg “Il potere delle abitudini” pubblicato qualche anno prima. Ricorda che contare sulla sola motivazione non funziona quanto invece identificare e comprendere il segnale che serve ad innescare l’abitudine, l’instaurazione della routine e la gratificazione che ne consegue.
  • Inganno: quando ci sentiamo motivati ad avviare un progetto, senza averlo ancora cominciato concretamente, il nostro cervello può credere di averlo già realizzato. È la stessa trappola del pensiero positivo spiegato nel capitolo precedente (vedi paragrafo “limiti”). Il rischio è che la soddisfazione prematura del nostro successo possa metterci in uno stato di rilassamento. Questo perché si attiva la sensazione di ricompensa in seguito alla visualizzazione dei nostri sforzi e alla realizzazione del nostro progetto. Anche in questo caso, ciò che vogliamo ottenere è la sensazione di ricompensa, sì, ma che derivi dalle nostre azioni concrete.  

Uso consapevole 

Sfruttare la motivazione iniziale è importante per portare avanti il proprio obiettivo, ma non basta. Elaborare un piano e, soprattutto, fare dei passi concreti – anche se piccoli – per creare una routine, tenendo a mente l’obiettivo finale e i possibili risultati, è ciò che porterà a vedere dei progressi. Questi sono la nostra ricompensa oltre a ciò che ci motiva ad andare avanti.

A percorso avviato, potrebbero esserci dei momenti di calo della motivazione, ed è del tutto normale, lo vedo tutti i giorni con i miei clienti di coaching. Ecco cosa ho visto funzionare per riaccendere la scintilla:

  • Riconoscere ciò che hai già raggiunto, non sei allo 0%;
  • Rifocalizzarti sull’obiettivo e sul perché lo stai seguendo;
  • Ricollegarti ai valori che sono dietro al tuo obiettivo.

In alcuni casi ho notato che confrontarsi con amici o colleghi energetici, oppure leggere libri motivazionali, sono azioni che possono ridare quella piccola spinta esterna necessaria per ripartire. 

3. Le emozioni positive: questione di equilibrio

Cosa sono

Le emozioni sono una risposta complessa e multicomponenziale a uno stimolo, che coinvolgono sia l’aspetto cognitivo che quello fisiologico. Nel caso delle emozioni positive, sono stati affettivi detti positivi che si verificano in risposta a esperienze o stimoli che vengono percepiti come appaganti, soddisfacenti o gratificanti.

Le 10 emozioni positive principali includono:

  • L’allegria: quando ci si sente felici e gioiosi
  • La gratitudine: quando si riconosce e si apprezza la gentilezza o i doni ricevuti da altri
  • La serenità: quando si percepisce una sensazione di calma interiore, pace e tranquillità
  • L’interesse: quando qualcosa o qualcuno suscita la nostra curiosità, la nostra voglia di imparare e conoscere meglio
  • La speranza: quando siamo fiduciosi che le cose possano cambiare o migliorare, ci motiva ad agire per realizzare il futuro che desideriamo
  • L’orgoglio: quando siamo fieri di noi, di ciò che abbiamo fatto o realizzato
  • Il divertimento: quando ridiamo, la sensazione che proviamo mentre facciamo un gioco
  • L’ispirazione: quando qualcuno o qualcosa ci invoglia a dare il meglio di noi
  • La meraviglia: quando qualcosa ci stupisce o ci travolge, ad es. un tramonto, una cascata ecc. Spesso di tratta di un’esperienza sensoriale forte
  • L’amore: è l’integrazione di tutte le emozioni descritte sopra e, in tal senso, la più potente.

Benefici

Come tutte le emozioni, quelle positive hanno uno scopo fisiologico e psicologico preciso: quello di permetterci di affrontare meglio le sfide della vita e di costruire relazioni significative.

Dal punto di vista fisiologico, le emozioni positive possono innescare reazioni nel sistema nervoso, ad esempio: la felicità può essere associata a una riduzione del livello di cortisolo (l’ormone dello stress) e a un aumento di sostanze chimiche del benessere come l’ossitocina e le endorfine. 

A livello psicologico, le emozioni positive svolgono vari ruoli essenziali nella nostra vita:

  • Contribuiscono al nostro benessere psicologico generale creando un senso di felicità, soddisfazione e contentezza. 
  • Possono aiutare a costruire risorse psicologiche, come la resilienza e la capacità di affrontare lo stress, nonché favorire la creatività e la flessibilità cognitiva.
  • Possono rafforzare i legami sociali, poiché spesso sono contagiose e contribuiscono a creare connessioni positive con gli altri.
  • Alcune ricerche suggeriscono che l’esperienza regolare di emozioni positive può avere benefici per la salute fisica, inclusa una riduzione dello stress, un miglioramento del sistema immunitario e delle performance sportive. 

Limiti

Come per il pensiero positivo, si tratta di non cadere nell’eccesso e voler a tutti i costi provare solo emozioni positive ed evitare quelle negative. Tutte le emozioni sono parte integrante della nostra condizione umana. Evitare le emozioni negative è controproducente, una repressione emotiva può avere vari svantaggi, quali una mancanza di crescita emotiva, uno stress cronico o un danneggiamento delle relazioni interpersonali. 

Uso consapevole 

Vivere le emozioni negative significa prendersi il tempo di riconoscere cosa provocano in noi e non rimanerci attaccati troppo con la mente, come ad esempio giudicarci in modo severo per aver avuto paura, oppure rimuginare eccessivamente su cosa ci rende tristi e inventare scenari che potrebbero peggiorare il nostro stato d’animo. Si può anche imparare a riconoscere, apprezzare e perfino incrementare le emozioni positive. Questo atteggiamento di apertura aiuta a sviluppare la flessibilità psicologica, perché ci permette sia di superare un momento critico, che di vivere appieno e più serenamente il momento presente. 

Equilibrare la gamma di emozioni che sperimentiamo è fondamentale per la nostra salute emotiva, per questo motivo Barbara L. Fredrickson, insegnante di psicologia ed esperta di emozioni positive, ha ideato un modello che suggerisce che per avere una vita equilibrata, dovremmo sperimentare almeno un rapporto di 3 a 1: tre emozioni positive, per ogni emozione negativa della giornata. 

Ma come si fa? 

La prima cosa è uscire dalla nostra solita modalità di preoccuparsi di qualsiasi cosa futura e rendersi conto che nel momento presente, in realtà, non esistono. Esistono solo nella nostra mente e, come tali non sono reali. La nostra costante preoccupazione ci rende ciechi davanti a piccole e semplici sorgenti di benessere che sperimentiamo ogni giorno (una risata, un pasto gustoso, un sorriso scambiato, un abbraccio…). 

Possiamo introdurre consapevolmente maggiori momenti positivi per mantenere il rapporto di 3 a 1, come praticare la gratitudine o la meditazione mindfulness ad esempio (trovi più esempi nel paragrafo sotto).

Infine, è anche importante capire da dove arrivano le emozioni positive: qual era il contesto che ha permesso loro di emergere? Iniziamo facendoci domande come: dov’ero? con chi? cosa facevo? Trovare le risposte a questo tipo di interrogativi può aiutare ad avere più chiarezza su cosa ha reso possibile l’emozione positiva e come riprodurla nuovamente. 

4. E nella vita di tutti i giorni? 

Non si diventa felici da un giorno all’altro, come avrai capito non funziona così e soprattutto non esiste la bacchetta magica. Per incrementare la positività in modo sano ed equilibrato nella vita quotidiana, possiamo provare a svolgere diversi esercizi. Qui sotto alcuni suggerimenti.

Il diario della gratitudine

La gratitudine è un generatore di energia positiva e di buon umore. Questo esercizio aiuta a promuovere la consapevolezza delle piccole gioie della vita che spesso ignoriamo (#maiunagioia vero?). Aiuta a stare attenti al positivo che succede nella giornata e quindi spostare l’attenzione verso gli aspetti positivi della vita.

  • Alla fine di ogni giornata, prenditi qualche minuto per riflettere su ciò per cui sei grata/o.
  • Annota in un quaderno (o un altro supporto che preferisci) almeno tre cose positive che hai vissuto o che apprezzi…
  • Non devono essere cose grandi, può anche essere “oggi mi sono concessa/o una pausa”, “oggi ho ricevuto/fatto un complimento”, “è stato bello abbracciare questa persona” oppure “sono contenta/o che X mi abbia scritto per chiedermi come sto”.
  • Osserva come ti senti alla fine dell’esercizio. 

La lista dei valori

Scrivere una lista dei tuoi valori ti aiuta a capire cosa è davvero importante per te nella vita e a guidare le tue azioni in base a essi. Può anche aiutarti a ritrovare energie e motivazione

  • Puoi cominciare la riflessione partendo da momenti chiave della tua vita in cui ti sei sentita/o più felice, realizzata/o o autentica/o.
  • Chiediti anche quali valori sono emersi durante i successi e le sfide che hai affrontato nella tua vita.
  • Rifletti sulle persone che ammiri e rispetti e chiediti quali sono le loro qualità o valori che rispecchiano i tuoi ideali personali.
  • Pensando a momenti di insoddisfazione, chiediti quali sono i tuoi valori che potrebbero essere stati compromessi.
  • Da tutte queste riflessioni, elabora una lista che puoi anche ridurre considerando solo quelli che ritieni più fondamentali e centrali per te.
  • Dopo aver raggiunto un numero che ritieni soddisfacente, puoi aggiungere una breve definizione o descrizione che chiarisca cosa ognuno di questi valori significa per te. 

N.B. Ricordati che le tue priorità e i tuoi valori possono cambiare nel tempo, per cui riflettere su di essi periodicamente (1-3 volta all’anno) può aiutarti ad aggiustare la tua bussola e continuare a percorrere la tua strada in linea con te stessa/o.

La meditazione mindfulness

È un ottimo alleato per la gestione emotiva. Praticata regolarmente, aiuta a capire cosa succede dentro di noi e a vivere in modo più consapevole il momento presente. Aiuta a gestire il nostro “pilota automatico”, quello che purtroppo pensa spesso negativo e si angoscia continuamente per un futuro ipotetico.

La meditazione mindfulness aiuta inoltre a comprendere meglio le nostre emozioni e, di conseguenza, a non reagire in modo impulsivo davanti a certe situazioni. Uno dei focus della meditazione è accettare l’esperienza così come si presenta, non si combatte e non si evita, ma si osserva cosa succede in noi. Si rimane concentrati sulle sensazioni e le si accoglie con gentilezza. Questa pausa mentale e fisica ci dà la consapevolezza necessaria per capire i nostri meccanismi emotivi e come affrontare le sfide in base ad essi. 

  • Per iniziare bastano anche soli 5 minuti al giorno.
  • Siediti comodamente dove non verrai disturbata/o.
  • Chiudi gli occhi e comincia ad ascoltare il tuo respiro.
  • Osserva come si muovono la pancia, le spalle e il diaframma.
  • Nota se ci sono tensioni muscolari.
  • Osserva cosa cambia o cosa rimane uguale man mano che respiri.
  • Ascolta se ci sono altri rumori oltre al tuo respiro. Non giudicarli, ma riconosci che ci sono.
  • Quando la mente comincia a divagare (ed è normale, succede a tutti!), usa la sensazione del respiro per ritornare dentro di te.
  • A fine meditazione, prenditi del tempo per sentire il piacere di essere ferma/o. 

Fermarsi

Trova il tempo per te, per rilassarti e ricaricare le tue energie invece di correre costantemente verso obiettivi (forse anche non tuoi) senza dare spazio alle tue esigenze personali. Non dobbiamo sempre performare, chi l’ha detto? Banalmente, se usi costantemente il telefono senza mai caricarlo o concedergli una pausa, la batteria si esaurirà rapidamente e il telefono si spegnerà. Anche se è al 5%, alcune app potrebbero non funzionare correttamente per intenderci. Lo stesso vale per te. 

  • Mentre fai una pausa, cerca di limitare l’esposizione ai media negativi e riduci il tempo trascorso al cellulare.
  • Piuttosto, fai due passi, preparati una bevanda o semplicemente chiudi gli occhi per apprezzare il silenzio o eventualmente un po’ di musica strumentale.
  • Oltre a fermarti puoi anche dedicarti del tempo di qualità: quali sono le attività che ti portano gioia o soddisfazione personale? Hobby, letture o qualsiasi altra attività che nutre il tuo spirito.

Prendersi del tempo per sé e per le cose che riteniamo importanti per noi (riposo o tempo da qualità) è fondamentale per il nostro benessere complessivo.

Atti di gentilezza

Anne Herbert, giornalista e scrittrice americana, diceva: “Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso” e come darle torto? Perché non fare qualcosa di gentile per gli altri, anche ogni giorno? Potrebbe essere un gesto piccolo come tenere aperta una porta o fare un complimento. Gli atti di gentilezza non solo fanno bene agli altri, ma contribuiscono anche al tuo senso di benessere e umore positivo. 

Micro momenti di connessione

Lo sapevi che un abbraccio rilascia ossitocina, chiamata anche l’ormone dell’amore? Aiuta a ridurre lo stress, migliorare l’umore e rafforza i nostri legami sociali. Allora, la prossima volta che vedi una persona a cui vuoi bene, abbracciala (assicurandoti il suo consenso) e se te la senti, condividi la tua gratitudine per averla nella tua vita. 

Celebrare i propri successi

Anche i più piccoli! Qui non si tratta di elogiare la performance in sé, ma di riconoscere ed apprezzare i propri progressi nel raggiungimento dell’obiettivo che ci siamo posti. Contribuirà a rinforzare una mentalità positiva, ad alimentare la motivazione e sollecitare la nostra gratitudine per gli sforzi e la determinazione che ci abbiamo messi. Ogni tanto non pensiamo nemmeno di averli, ma ce ne rendiamo conto guardando indietro e osservando il cammino fatto fino ad adesso. Ogni piccolo passo conta.

Il mio messaggio personale

Quando puoi cerca la bellezza nelle piccole cose. La positività nella vita non dipende necessariamente da grandi cose o da cosa materiali, ma spesso è fatta di momenti, che durano anche solo qualche secondo. 

5. Per concludere: positivismo sì, ma equilibrato e attivo!

La volontà di star bene è ciò che funge da motore principale, ma è il mix di intenzioni e azioni consapevoli che fa la differenza. Va bene pensare positivo, ma fare un piano di azioni concrete e realistiche ti porterà più facilmente dove vuoi arrivare.

Invece di aspettare che la motivazione bussi alla tua porta, meglio se cominci a fare piccoli passi. Anche la più piccola azione è già un passo avanti rispetto a dov’eri prima e forse anche il primo tassello di una nuova abitudine. Possiamo dire che provare emozioni positive è ciò che dà un senso alla nostra vita, ma funziona solo se non eviti quelle negative, anch’esse sono parte fondamentale della condizione umana.

Un altro aspetto importante al quale stare attenti è di non stare eccessivamente nella testa a rimuginare o nemmeno a guardare cosa fanno gli altri. Osserva piuttosto come ti senti dentro, come reagisci e gestisci le tue emozioni, e concentrarti in modo concreto sugli obiettivi che ti fissi e i modi per arrivarci.

Non esiste una soluzione unica, ma adottando una serie di strategie consapevoli, possiamo lavorare per migliorare il nostro benessere e la positività nella nostra vita.  

Il coaching può aiutare?

Il coaching è un ottimo strumento per visualizzare in modo tangibile dove vuoi arrivare e ragionare sugli step da fare. Concretamente si definisce un obiettivo, si identificano le risorse, si fa un action list, si celebrano i passi avanti, ma senza dimenticarsi mai di considerare i possibili impedimenti (ad es. ostacoli interni ed esterni). Questa è la chiave per arrivare ad un risultato soddisfacente

Fuori, c’è questa credenza errata che i life coach motivino il cliente come se fossero delle cheerleader ma non è così. Quelli accreditati ICF (come me) non lo fanno, sia per un tema etico, che per un tema di reale necessità della persona che hanno di fronte. Come coach professionista, il mio ruolo è quello di accompagnare il cliente nella definizione di un obiettivo chiaro e realizzabile, aiutare ad identificare i passi, l’arco temporale in cui si impegnerà a realizzarli e celebrare i suoi successi, perché è quello che alla fine spinge le persone a percorrere la loro strada.

Se ti serve una mano per mettere in atto alcuni di questi temi, contattami. Il primo incontro è gratuito e serve a delimitare le tue esigenze e il percorso più adatto a te. 

 


Risorse per ulteriori approfondimenti:

Pensiero positivo

https://www.luciamontesipsicologa.it/news/i-pericoli-del-pensiero-positivo

https://www.stateofmind.it/2021/04/felicita-illusione-psicologia/

https://www.psicologo4u.com/la-trappola-della-felicita-di-russ-harris-la-mindfulness-e-laccettazione-per-vivere-una-vita-piena/

https://thehappinesstrap.com/what-is-happiness/

https://www.ipsico.it/news/quando-le-emozioni-positive-diventano-tossiche-la-toxic-positivity/

Motivazione

https://www.verywellmind.com/what-is-motivation-2795378

https://www.psychologytoday.com/intl/blog/the-addiction-connection/201708/the-myth-of-motivation

https://www.coachingtime.it/la-magica-miscela-del-successo/

Emozioni positive

https://www.iepp.es/it/cos-e-la-psicologia-positiva/

https://www.ipsico.it/le-emozioni-umane/

https://www.iepp.es/it/modello-di-ampliamento-costruzione/

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/8685-le-emozioni-positive-ci-salvano.html

https://psicoadvisor.com/le-emozioni-positive-rinforzano-sistema-immunitario-7019.html

https://psiche.santagostino.it/psicologia-positiva-risolvere-problemi-non-basta/

https://www.besport.org/sportmedicina/le-emozioni-nella-pratica-sportiva.htm

https://www.psicologidellosport.it/emozioni-nella-performance-come-le-emozioni-trasformano-i-risultati-sport/

https://www.gavazzeni.it/news/labbraccio-unottima-terapia-contro-ansia-e-stress/