ragazzo seduto su un muretto che medita in mezzo alla città

I diversi tipi di meditazione

Spesso i miei clienti mi chiedono: ma cosa cambia nella meditazione mindfulness rispetto ad altri tipi di meditazione?

Domanda più che legittima! Ogni pratica ha uno scopo e una modalità diversi anche se hanno molti punti in comune, come ad esempio l’attenzione rivolta al respiro, al nostro corpo e al momento presente. 

La pratica della meditazione è diffusa in tutto il mondo, e negli ultimi anni ha guadagnato sempre più popolarità, soprattutto grazie ai suoi molteplici benefici per la mente, il corpo e lo spirito. Esistono molti tipi di meditazione, ognuno dei quali ha una sua specificità e offre un approccio unico alla ricerca della pace interiore e può adattarsi alle nostre varie esigenze. 

In questo articolo, troverai sette delle forme più popolari di meditazione: mindfulness, vipassana, dinamica, camminata, zen, yoga e trascendentale.

La meditazione mindfulness

Cos’è: La mindfulness, o piena consapevolezza, è una forma di meditazione che si concentra sull’essere completamente presenti nel qui ed ora, usando le sensazioni del corpo come ancora al presente. È un ottimo esercizio di osservazione non giudicante perché si basa sull’accettazione dell’esperienza così com’è. Negli anni ‘80, Jon Kabat Zinn (professore di medicina e biologo) ha adattato e usato delle antiche pratiche buddiste di mindfulness in ambito medico con ottimi risultati per i suoi pazienti. Queste tecniche si sono poi diffuse in psicoterapia e vengono usate oggi in ambito aziendale, sportivo e privato.

Scopo: Praticata costantemente, la meditazione mindfulness mira a coltivare una mente aperta, migliorare la gestione emotiva e allenare la piena consapevolezza attraverso atteggiamenti di osservazione, curiosità, accettazione e non giudizio di fronte a vari stimoli. In altri termini ti permette di essere più “mindful” e meno “mind full” e quindi scegliere meglio quale atteggiamento avere di fronte a stimoli di stress o ansia, o che potrebbero generare emozioni “negative”.

Posizione: Per praticare la mindfulness, è possibile sedersi su un cuscino, una sedia o sdraiarsi, l’importante è scegliere una posizione comoda in cui mantenere la schiena dritta e gli occhi chiusi o socchiusi. 

Focus: Durante la pratica, ci si concentra sul respiro e si osservano le sensazioni che emergono senza giudicarle o reagire ad esse. La mindfulness si concentra principalmente sul miglioramento dell’autoconsapevolezza e dei meccanismi della mente (soprattutto l’intrusione dei pensieri). 

Per chi è: È adatta a tutti coloro che desiderano coltivare la consapevolezza e una maggiore calma interiore di fronte allo stress della vita quotidiana e ai pensieri che ne derivano. 

La meditazione vipassana

Cos’è: La meditazione vipassana è un’antica tecnica di meditazione buddista tra le più diffuse che si basa sull’osservazione profonda dei processi della mente e del corpo. Vipassana significa letteralmente “vedere chiaramente”. 

Scopo: L’obiettivo è quello sviluppare una maggiore consapevolezza dell’impermanenza delle esperienze e del legame tra la sofferenza e l’attaccamento della mente.

Posizione: Durante la pratica di vipassana, ci si siede in posizione eretta, con le gambe incrociate e la schiena dritta. Gli occhi possono essere sia chiusi che aperti fissando un punto in particolare. 

Focus: La mente viene focalizzata sull’osservazione delle sensazioni fisiche, delle emozioni e dei pensieri che sorgono e se ne vanno. Questa pratica richiede una dedizione e una disciplina significative, ma può portare a una profonda trasformazione spirituale e a una maggiore saggezza. 

Per chi è: È particolarmente adatto a coloro che sono interessati all’approfondimento della comprensione del loro essere e che sono alla ricerca dell’illuminazione. 

La meditazione dinamica

Cos’è: La meditazione dinamica è una pratica attiva che coinvolge il movimento fisico, la respirazione e la liberazione emotiva. È la meditazione più conosciuta e apprezzata di Osho. 

Scopo: Questa forma di meditazione mira a liberare corpo e mente dalle tensioni accumulate, stimolare la vitalità e reintegrare l’energia vitale

Posizione: Durante la meditazione dinamica, ci si muove in modo libero ed energico, battendo le mani, saltellando o emettendo suoni vocali. Questa forma di meditazione è spesso accompagnata da musica ritmica e coinvolge sia momenti di attività fisica vigorosa che momenti di calma e di rilassamento. 

Focus: Mentre il corpo si attiva, si può anche focalizzare sull’espirazione e sulla sua funzione di espellere le tossine, liberando così il corpo. 

Per chi è: È adatta a chiunque sia interessato a un’esperienza meditativa meno statica e desideri rilasciare lo stress accumulato e sperimentare una maggiore vitalità fisica ed emotiva.

La meditazione camminata

Cos’è: La meditazione camminata, come suggerisce il nome, coinvolge la pratica conscia di camminare lentamente, riportando l’attenzione al movimento del corpo e alle sensazioni fisiche che si sperimentano durante questa attività. Viene direttamente dal Buddha, che era solito camminare a piedi nudi per qualsiasi suo spostamento. 

Scopo: Questa forma di meditazione porta a un’esperienza di presenza e connessione con l’ambiente circostante e con il corpo. 

Posizione: In piedi, durante la meditazione camminata, si cammina in modo lento e consapevole. È consigliato scegliere uno spazio (dentro casa o all’aperto) dove poter fare almeno una decina di passi prima di voltarsi. Da provare sia scalzo che con le scarpe.

Focus: L’attenzione viene portata sul contatto dei piedi con il suolo e sulla sensazione fisica del respiro che accompagna i vari movimenti del corpo. 

Per chi è: È adatta a coloro che preferiscono un’esperienza meditativa più attiva e desiderano integrare la presenza mentale nella loro routine quotidiana o in momenti di contatto con la natura.

La meditazione zen

Cos’è: La meditazione zen come la conosciamo oggi viene dal Giappone, ma ha radici sia indiane che cinesi dopo che il buddhismo attraversò i confini verso i paesi limitrofi intorno al VI secolo a.C.. È una pratica spirituale avanzata che permette di entrare in contatto con il nostro essere più profondo e quindi di andare oltre l’ego. 

Scopo: La meditazione zen mira a raggiungere l’illuminazione e la consapevolezza dell’adesso collegandosi ai vari strati della nostra coscienza, il che può portare a una condizione di rilassamento e pace interiore.

Posizione: Si medita in una posizione comoda, solitamente seduti su un cuscino rotondo chiamato zafu. Le gambe e le mani possono essere incrociate e appoggiate seguendo vari stili tradizionali, in base a come ci si sente più comodi. Gli occhi possono rimanere aperti o leggermente socchiusi.  

Focus: Durante la meditazione zen, il focus viene posto sul respiro e sullo svuotamento della mente dai pensieri e dalle distrazioni. 

Per chi è: È adatta a coloro che sono interessati a una pratica spirituale rigorosa e alla ricerca dell’illuminazione personale attraverso una riflessione introspettiva profonda. 

La meditazione yoga

Cos’è: La meditazione yoga è una pratica antica originaria dell’India ed è uno degli elementi principali della pratica yoga, un sistema completo che comprende asana (posture fisiche), pranayama (esercizi di respirazione), meditazione e filosofia. La meditazione yoga si concentra sull’allenamento della mente alla presenza e alla concentrazione, mentre lo yoga comprende una gamma più ampia di componenti per favorire il benessere fisico, mentale e spirituale. La meditazione yoga si focalizza sul respiro e il suo movimento interno prima di entrare in uno stato meditativo più profondo sempre rimanendo concentrati sul respiro. Può anche coinvolgere il lavoro con i chakra che, secondo la tradizione yogica, sono i 7 centri energetici del corpo che corrispondono a diverse qualità e funzioni. Lavorare con i chakra durante la meditazione yoga può favorire l’equilibrio energetico e il benessere complessivo.

Scopo: La meditazione yoga mira a unire i livelli fisici, mentali e spirituali dell’essere umano, e può essere utilizzata come parte del percorso yoga per raggiungere uno stato di coscienza superiore e una connessione profonda con il proprio mondo interiore.

Posizione: Il momento di meditazione all’interno della pratica yoga coinvolge spesso la posizione seduta, con la schiena dritta e gli occhi chiusi. In alcuni casi può essere fatta da sdraiati oppure con l’ausilio di attrezzi, qualora necessario (sedia, cuscino, ecc.). 

Focus: La mente si focalizza sul respiro, su una parte del corpo, sulla visualizzazione di un’immagine o su un mantra. Questo aiuta ad allenare la mente a rimanere presente e concentrata.

Per chi è: È adatta a chiunque cerchi una forma di pratica che abbini la flessibilità fisica a quella mentale, e che sostenga il benessere generale del corpo e della mente. 

La meditazione trascendentale

Cos’è: La meditazione trascendentale è stata sviluppata negli anni ‘50 dal maestro spirituale indiano Maharishi Mahesh Yogi ed è una pratica che si basa sull’uso di specifici mantra personali pronunciati con consapevolezza e al proprio ritmo. 

Scopo: La congiunzione della meditazione e della ripetizione dei mantra aiuta a ridurre lo stress raggiungendo uno stato di tranquillità e profonda consapevolezza. Può inoltre aiutare a migliorare la concentrazione e promuovere uno stato di benessere generale.

Posizione: Durante la meditazione trascendentale, ci si siede in una qualsiasi posizione comoda, tenendo solitamente gli occhi chiusi.

Focus: Si ripete il proprio mantra senza sforzo ma con intenzione. Per cominciare si può scegliere tra i mantra base di questa pratica come ad esempio l’OM (che invoca il nostro aspetto divino). Il mantra in questo caso, come il respiro o il corpo in altri tipi di meditazione, aiuta a riportare la mente nel qui e ora quando questa comincia a divagare. 

Per chi è: Può essere praticata da chiunque, indipendentemente dall’orientamento spirituale, e viene spesso consigliata per chi cerca una maggiore resistenza allo stress e un senso di pace. 

 

In conclusione

La meditazione offre un’ampia gamma di pratiche adatte a diversi bisogni, che si tratti di coltivare la consapevolezza nel momento presente, di sviluppare una maggiore saggezza o di integrare il movimento fisico nella propria pratica meditativa. Esplorare queste diverse pratiche può offrire un prezioso aiuto nel percorso di crescita personale, benessere complessivo e realizzazione spirituale.

Alcuni consigli

  • Per chi vuole imparare a meditare, consiglio di seguire delle meditazioni guidate in un primo momento (che si possono trovare su YouTube o Spotify) o di rivolgersi a un istruttore specializzato/a. Puoi contattarmi se ti interessa approfondire la meditazione mindfulness.
  • I minuti passati a meditare sono meno importanti della costanza della pratica. Meglio farne un po’ tutti i giorni (anche solo 5-10 min) che un’ora alla settimana, al fine di ottenere maggiori benefici.
  • Non c’è un momento giusto o sbagliato per meditare, c’è il momento giusto per te in base alla tua energia e disponibilità. Prova diverse fasce orarie prima di capire quella più adatta a te.
  • Il posto ha la sua importanza soprattutto se sei alle prime armi. Meglio scegliere un posto in cui sei sicura/o di non essere disturbata/o da troppe interferenze, anche se come la meditazione mindfulness insegna, le distrazioni fanno parte dell’esperienza presente e possono essere un ottimo esercizio di maggiore concentrazione.
  • Si possono mescolare le pratiche, non c’è rigidità da questo punto di vista. Io stessa pratico spesso nella stessa settimana sia la meditazione mindfulness, che yoga e camminata. Mi capita di meditare da sola, in gruppo, in silenzio, con la musica, la mattina oppure la sera, su un cuscino oppure sdraiata. Il bello della pratica è proprio adattarla alle esigenze della persona e del momento.

 

Crediti foto: Medienstürmer, Unsplash