due ragazze di schiena che si parlano, sedute sul pontile di un lago

Dialogo con la mente – Il nuovo progetto

Ci sono vari modi per far “tacere” la mente intrusiva. Mi sono divertita ad immaginare un dialogo fra lei (la chiamo Missa) e me (tutti mi chiamano Hel), come se fosse una persona, un’amica sgarbata che sta cercando la mia attenzione a tutti i costi mentre io sono concentrata a lavorare su un mio nuovo progetto. Invece di risponderle a tono facendomi coinvolgere dalla sua insistenza, cerco invece di risponderle con consapevolezza.

 

Missa – Ehiiii ciao! Eccomi!

Hel – Ehi ciao! 

Missa – Vedo che stai lavorando ad un nuovo progetto!

Hel – Sì, ci tengo molto, mi sto anche divertendo a farlo sai?

Missa – Mmm interessante…

Hel – Ah sì? Ti piace?

Missa – Eheheheh

Hel – Cos’è questa risata semi-diabolica?

Missa – Ah niente, sto pensando a come andrà a finire.

Hel – Ah ok. E?

Missa – L’unica cosa che vedo è che non ce la farai.

Hel – Come scusa?

Missa – Ti dico che per me non ce la farai.

Hel – Ma veramente mi stai dicendo questa cosa?

Missa – Sì.

Hel – Perché mi dici così?

Missa – Perché è così, non ce la farai.

Hel – Aspetta un attimo però. Vorrei capire sulla base di che cosa?

Missa – È così e basta.

Hel – Non capisco perché stai cercando di ferirmi gratuitamente, ti ho appena detto che ci tenevo.

Missa – Mi vuoi far credere che non ci hai pensato?

Hel – Sì, ovvio che ci ho pensato, ma non vuol dire niente.

Missa – Ah vedi, quindi lo pensi anche tu.

Hel – No, ho detto che ci ho pensato e ho lasciato andare il pensiero, non mi serviva in quel momento.

Missa – Però se l’hai pensato è perché un pò ci credi.

Hel – No, non necessariamente. Era un pensiero di passaggio come altri.

Missa – Dai che lo sai, non fare la finta tonta.

Hel – No, non lo so e non faccio finta di niente.

Missa – Invece sì, dai non prenderti in giro.

Hel – Penso che tu stia esagerando. Anzi ti dirò di più, mi stai mentendo.

Missa – Addirittura? È abbastanza palese che cerchi di negare la realtà dei fatti. 

Hel – Non penso che sia ciò che sto facendo. Sai come lo so?

Missa – Vediamo…

Hel – Perché non solo mi racconti una bugia ma non ti impegni nemmeno a raccontarla.

Missa – In che senso?

Hel – Per cominciare, potresti essere più furba.

Missa – Pfff ahahah. Sarebbe?

Hel – Non so, potresti almeno dirmi qualcosa che potrebbe tornarmi utile.

Missa – Ma io cerco già di dirti qualcosa di utile, almeno eviti di farti del male più avanti. Guarda che io voglio solo il tuo bene eh. Sono qua per aiutarti. 

Hel – Non ne sono convinta sai. Se mi dicessi ad esempio “se non ce la fai, sarai un fallimento”, forse ti crederei un filino di più.

Missa – E cosa cambia?

Hel – Beh almeno mi posso fermare a pensare se è vero o no.

Missa – Ah! Quindi mi ascolteresti…

Hel – Ni. Più che altro prenderei spunti per guardare oltre.

Missa – Ahahah ma cosa stai dicendo? Non ha senso, se fallisci finisce lì, cosa vuoi che ci sia oltre?

Hel – Non sono d’accordo. Mi potrei chiedere “ma veramente sarei un fallimento?” oppure “ma veramente se cado non posso rialzarmi?”.

Missa – Ma se conosci già la risposta a queste domande? Ed è sì!

Hel – Guarda che ti sbagli, perché che ti piaccia o no sono più furba di te. Ho più esperienza ormai quindi mi accorgo quando cerchi di imbrogliarmi. E poi sono più consapevole, capisco meglio l’effetto delle tue parole e il loro significato e cosa c’è di buono da prendere e da lasciare.

Missa – Chi ti credi di essere?! Io sono pensante, sono superiore a te, io penso a tutto, anticipo tutto, risolvo tutto, capisco tutto, e tu sei solo quella che esegue ciò che ti dico.

Hel – Sorvolo sull’offesa… Sei soprattutto un ammasso di pensieri e mi vuoi far credere che hanno sempre un senso, che tu sei sempre quella che detiene il potere del sapere.

Missa – Beh è così!

Hel – No, o per lo meno non è più così. E il solo fatto che ti stai agitando così tanto mi fa capire che quella che ha ragione sono io. 

Missa – Non mi sto agitando affatto. Vediamo allora questi famosi spunti che, a quanto pare, sono così utili….

Hel – Io so che il fallimento è utile, so che è un passaggio, so che serve ad imparare, a migliorare, e visto che è utile, non mi fa paura. 

Missa – Beh un pò di paura ce l’avrai dai…

Hel – Ma non ho detto il contrario. Quella piccola paura che sento dentro di me è quella buona, quella che mi ricorda di essere semplicemente attenta e non superficiale. Invece tu stai cercando di farmi paura per ottenere ciò che vuoi.

Missa – E sarebbe?

Hel – Vuoi che io sia la tua schiava, così non ti mollo, sto con te ad ascoltarti e darti ragione, questo è il tuo pane.

Missa – Quanta cattiveria…

Hel – No, non penso di essere affatto cattiva, dico le cose come sono, come le vedo. E non solo vedo, ma sento che ascoltarti di continuo rispetto ad ascoltare il mio corpo o le mie emozioni, è deleterio.

Missa – Ti rendi conto di quanto sei ingrata? Cosa faresti senza di me?

Hel – Ovvio che sarei in difficoltà. Non sto dicendo che non ho bisogno di te, tutti i giorni. Ovvio che senza di te sarei persa.

Missa – Non ci capisco più niente. Mi vuoi bene o no?

Hel – È una domanda complessa e non esiste una risposta così semplice, soprattutto in questo preciso momento. Sto solo dicendo che ogni tanto esageri, adesso che me ne rendo conto te lo sto dicendo in faccia, cosa che prima non facevo. 

Missa – Fanno male le tue parole, mi fai sentire inutile.

Hel – Non lo sei affatto, te lo ripeto, sei utile, solo che ogni tanto visto che conosci le mie esperienze, i miei errori, le mie paure, esageri e manipoli la realtà per far sì che io rimanga attaccata a te finché non trovo la soluzione a un problema che non esiste nemmeno. Sei solo tu che insisti per farmelo entrare in testa.

Missa – E ma io sono fatta così…

Hel – Lo so, ormai ti conosco e sono contenta di aver imparato a conoscerti meglio. Fa bene ad entrambe, anche se quando parti in quarta mi dai parecchio filo da torcere. Ma invece di odiarti, ho scelto di accettarti per ciò che sei.

Missa – Non so che dire.

Hel – Niente. Va bene così. Tanto so che adesso mi lascerai in pace per un pò… fino alla prossima volta.

Missa – Eh sì, mica sparisco.

Hel – Lo so bene, con alta probabilità tornerai alla carica ma io penso che starò solo lì a sentirti ma non ad ascoltarti, sappilo.

Missa – Mmm…

Hel – Vedo che non hai molti argomenti in questo momento per difenderti. Penso che ci siamo capite alla fine no?

Missa – Mmm…

Hel – Quindi io adesso torno a fare le mie cose. Tu fai come vuoi, veramente. Tanto abbiamo capito come va a finire, no?

Missa – …

Hel – Dai, adesso ti devo salutare, e ti dico alla prossima.

Missa – Mi sa di sì…

Hel – Ti lascio con questa riflessione prima di andare: come io ho imparato a capire te, tu cerca di capire che non puoi ingannarmi. La nostra relazione non deve essere necessariamente disfunzionale, ma lo sforzo deve venire da entrambe le parti, ok?

Missa – Ok…

Hel – Bene, allora ti dico ciao!

Missa – Ciao.

 

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